Un lungo tavolo imbandito in una sera d’estate, lampadine appese a un filo lo illuminano, intorno al tavolo gli invitati di un matrimonio in cui gli sposi hanno ormai cinquant’anni. Sia esso la ripetizione di un evento o l’evento stesso è spiegato dalla meccanica quantistica, non c’è passato, presente e futuro, c’è solo il qui e l’ora. Lo spaziotempo che è tra. Gli attori e le attrici dell’Amalgama tentano una sorta di salto generazionale nell’immaginare la propria esistenza in un’unica visione in cui si passa fluidamente dal passato al futuro e poi di nuovo al presente al passato al futuro senza soluzione di continuità.
Lo spazio si svuota e riempie continuamente, al centro è l’uomo e la natura il suo habitat.
Un uomo solo, appare da un bosco, davanti a noi, è scalzo, arruffato, con gli occhi sbarrati, in mano ha un corno d’oro, che cerca di suonare, vi riesce, poi scompare di nuovo nel folto dell’erba. Questa immagine è una delle tante che compaiono in qui e ora, una di quelle che comporranno lo spettacolo, in cui lo spettatore si immergerà in un divenire continuo e in cui la natura, il paesaggio, visto evocato vissuto, produce continue emozioni e diversi stati d’animo.
La scena è multiforme, come dicevo si svuota e riempie di continuo, cambiano le stagioni e i momenti del giorno. Si inizia dall’estate, ma incombe il piovoso autunno e poi la neve e dunque arriva di nuovo la primavera. Come ricreare questa natura, come offrire questa visione di un esterno vasto e odoroso di fieno appena tagliato?
Alla morte del suo carissimo amico Michele Besso, Albert Einstein scrive alla sorella e al figlio di Michele, sostenendo che la separazione tra passato, presente e futuro ha solo il significato di un’illusione. Ma poi aggiunge «per quanto tenace». Perché, se il tempo non esiste, noi umani siamo così tenacemente legati a questa illusione?
Andrea Collavino
Testo di Roland Schimmelpfennig
Traduzione Umberto Gandini
In scena Caterina Bernardi, Angelica Bifano, Jacopo Bottani,
Federica Di Cesare, Massimiliano Di Corato, Gilberto Innocenti,
Clara Roberta Mori, Davide Pachera, Stefano Pettenella, Miriam Russo
regia Andrea Collavino
disegno luci Luigi Biondi
assistenza alla regia Olga Mantegazza
progetto vincitore del bando
Studio Teatro 2018 – Teatro della Toscana – Teatro Nazionale
con il sostegno di
Officine Papage – Evoè! Teatro – Teatro della Contraddizione – PimOff Milano – SPAM!
DIAOLGHI-RESIDENZE a Villa Manin/CSS